Sandro, l'anno prossimo andrà in quinta
elementare, come la Sonia. È più grande della Mari che invece frequenta la
terza. Arriva sempre alla fornace a bordo della sua bici, che è una Graziella
verde militare che apparteneva a sua nonna, col sellino tagliato dal quale esce
l'imbottitura, e il manubrio che espelle pezzi di ruggine.
Dice che la Graziella, non la
cambierebbe con nessuna bici da cross al mondo, perché anche se è da femmina, è
la più veloce di tutte, e quando frena, inchioda sull'asfalto. Nel cestino,
trasporta sempre delle scatole di polistirolo che gli procura suo padre nella
fabbrica di pesce surgelato dove lavora al magazzino.
«Col polistirolo», dice, «si può
fabbricare tutto quel che si vuole».
Ogni giorno arriva con delle scatole
nuove e di grandezze differenti. Prima di poterle usare, però, deve lasciarle
sul balcone del soggiorno di casa sua almeno per una notte, perché quando suo
padre gliele porta, puzzano di sardine che fanno vomitare.
Sandro si siede al tavolo del
capannone, e con un coltellino divide i pezzi di polistirolo creando delle
sagome a incastro. In pochi minuti costruisce un oggetto.
«Cos'è?» gli chiede la Rossana.
«Un container subacqueo. Per
trasportare lo squalo balena pescato in Groenlandia, dentro un sottomarino fino
all'Italia».
Il suo eroe è Mao Tse-Tung, che sarebbe il
presidente della Cina.
Un giorno, al manubrio della Graziella,
appese una canottiera con sopra scritto Rivoluzione
culturale. Per qualche tempo, la bandiera sventolò all'ingresso del
capannone. Finché un pomeriggio la trovammo per terra, sul prato. Era strappata
e sulla parete qualcuno aveva scritto Boia
chi molla. La Mari cancellò con la tempera di colore bianco. Ci dipinse
sopra cinque margherite, dai petali ciascuno di un colore diverso e dietro il
fiore, un arcobaleno rovesciato.
«Perché l'hai disegnato al contrario?»
le chiese Sandro.
«Così pensano che siamo dei sovversivi e
non tornano mai più». E infatti mai più tornarono.
Sandro vuole diventare ingegnere
navale; lavorare nel cantiere del Canale di Suez, sul Mar Rosso, dove approdano
le navi petroliere degli sceicchi arabi, che trivellano gli oceani e ripartono
cariche di barili per i mari del Sud.
[da 'Le descrizioni']
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